Tutti pazzi per l’aceto balsamico italiano

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Tutti pazzi per l’aceto balsamico italiano

L’aceto balsamico è un prodotto dalla tradizione centenaria del comprensorio di Modena e dintorni, nell’Italia settentrionale. Si ricava dal succo dell’uva appena spremuta che contiene bucce, semi e raspi.

Dal 2009 viene registrato come prodotto ad indicazione geografica protetta (IGP). Nel 2014 la produzione annua ha raggiunto circa 90 milioni di litri, per un valore di oltre 290 milioni di euro. Le esportazioni in 120 paesi rappresentano oltre il 90 % della produzione annua.

Acetificio Mengazzoli produce dal 1962 una varietà di aceti, tra cui l’aceto balsamico IGP di Modena, con una particolare attenzione nella selezione di pregiate materie prime. L’azienda emiliana collabora attivamente con Università del territorio.

Dal 2011, anno dell’accordo commerciale UE-Corea, Mengazzoli ha riscontrato un forte e costante incremento della domanda, triplicando il fatturato nel mercato.

L’azienda ha avuto la possibilità di investire capitali in un nuovo impianto di produzione a Modena e nell’ampliamento e rinnovamento della sede di Mantova. Per continuare a migliorare i propri standard, già elevati, Mengazzoli ha aumentato le risorse dedicate alla ricerca e allo sviluppo, ampliando il team di esperti fino a 35 dipendenti e assumendo un assistente di vendita dedicato alla Corea del Sud.

La riduzione dei costi di esportazione e lo snellimento delle procedure amministrative hanno portato notevoli vantaggi dimezzando il tempo lavoro e riducendo i dazi doganali.

L’azienda sarà favorita anche da un altro accordo che l’UE ha annunciato recentemente con il Canada, mercato importante per l’aceto italiano che assorbe il 5% della produzione totale italiana. Per Mengazzoli in particolare, l’export in Canada rappresenta l’1,7% del fatturato realizzato all’estero nel 2015. Le barriere tariffarie, attualmente pari al 16/18%, saranno ridotte o eliminate dall’accordo europeo, permettendo un ulteriore incremento.

L’export di aceto italiano in Corea del Sud ha conosciuto una crescita a due cifre dal 2007 al 2014 passando da un valore di €900.000 a oltre €3,7 milioni. La crescita, già iniziata nell’anno precedente all’accordo, è stata sostenuta e duplicata tra il 2011 e il 2015.

L’export italiano in Corea del Sud è aumentato del 65,4% dai €2,5miliardi del 2010 (anno pre accordo) a € 4,5 miliardi del 2015.

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